martedì 23 ottobre 2007

20 agosto – domenica: visita in moto a Noto

Questa notte per fortuna la temperatura è poi diminuita e siamo riusciti a dormire. Anzi, verso mattina ho dovuto alzarmi per prendere una copertina. Però ci sveglia il sole che inesorabile entra dalla finestra e irraggia il camper, tanto che alle 7,40 c’erano già 28 gradi. Proteggiamo quanto possiamo con teli, pagliette e veranda per non far colpire il camper dal sole, ma il tentativo non ha molti effetti, se non quello di farci sembrare degli zingari. Mentre io ne approfitto per fare un po’ di bucato, Giuseppe è andato in paese per comperare il giornale e un paio di ciabatte (quelle antidiluviane, per fortuna si sono rotte definitivamente!). Comunque il caldo è talmente forte che, lasciamo acceso il ventilatore per le gatte e ce ne andiamo al mare. Bello davvero con un’acqua verde e limpidissima. Portiamo l’ombrellone, la sdraietta, il materassino e tutto quanto, tanto è vicino. Ma dopo il bagno Giuseppe è preoccupato per le gatte e rientra in campeggio. Io rimango un po’ a sonnecchiare sulla sdraietta e quando apro gli occhi vedo che la spiaggia si è riempita! Sono letteralmente circondata da ombrelloni, anche se la spiaggia è comunque ampia e vivibile. Mi meraviglia che qui vadano in spiaggia nelle ore più calde, anche se non ci sono baraccamenti o pique-nique in giro, solo ombrelloni ed asciugamani. Torno e il camper è completamente al sole e dentro ci sono 36 gradi. Vedo andar via un camper da una zona ombrosa e chiedo in direzione. Non c’è problema, possiamo cambiar posto. E’ un bel traffico, ma alla fine c’è una bella differenza, il termometro cala subito di 3 gradi e possiamo mangiare “al fresco” anche se quasi alle 14.00. Il solito menù: prosciutto e melone. Ci riposiamo un po’ sulle sdraio all’ombra, anche se la temperatura continua a salire. Verso le 16,30 iniziamo a prepararci per andare a Noto e a Vendicari (forse). Ma ci muoviamo troppo tardi ed è meglio andare subito a Noto per non rischiare di trovare tutte le chiese chiuse. Noto è veramente stupenda, con tutti gli edifici di quel colore rosato che al tramonto acquistano un fascino particolare. Giriamo un po’ per viuzze incredibili prima di trovare un posto abbastanza sicuro per la moto e poi giriamo a piedi fin dopo il tramonto. I palazzi sono bellissimi, i balconi con i loro mensoloni e i portali decorati, le facciate delle numerose chiese tutte in un barocco elegantissimo, mai pesante. Peccato che quasi tutte le chiese siano chiuse e il Duomo, in restauro, è ricoperto dai ponteggi. Lasciamo Noto che incominciano ad accendersi le luci e le illuminazioni dei palazzi. Peccato, ma il caldo è davvero insopportabile e non vediamo l’ora di uscire da quella fornace che nemmeno una granita di caffè al famoso bar Sicilia riesce ad alleviarne la sofferenza. Al rientro prima sbagliamo strada e percorriamo per un bel tratto la strada per Ragusa, poi, ritornati sui nostri passi abbiamo la bella pensata di andare a vedere Cala Mosca. Dopo 2, 5 Km di strada bianca (letteralmente ricoperta di sabbia bianca come farina), e dopo esserci ben imbiancati dalla polvere delle macchine che lasciano la spiaggia – dobbiamo fermarci ogni volta perché la strada è strettissima – arriviamo al buio all’ingresso della riserva. Gli ultimi bagnanti che stanno lasciando il posto ci sconsigliano di avventurarci per le dune e stagni per il chilometro circa che occorre fare a piedi per arrivare alla spiaggia e poi ci dicono che c’è una vera invasione di zanzare. Detto fatto: un minuto fermi e Giuseppe ha già 3 o 4 punture! Rifacciamo al ritorno la stessa strada bianca (ora siamo bianchi anche noi) e, incredibile, incontriamo 3 camper che tentano di raggiungere il parcheggio vicino al mare. Sono solo all’inizio e non sanno che la strada poi diventa stretta anche solo per un camper! E ci sono ancora bagnanti che stanno tornando! Ma che ci fanno fino al buio fitto sulla spiaggia? Comunque qui a sud oggi c’era già buio alle 20,00. Appena rientrati una bella doccia fredda ristoratrice e poi cena. Ancora salmone in scatola ed insalata e un po’ di frutta. Se non dimagrisco in queste vacanze non ci riuscirò più. Per fortuna Giuseppe arrotonda con qualche yogurt e ieri sera con un gelato. In moto oggi abbiamo percorso 60 chilometri.

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