martedì 23 ottobre 2007

27 agosto– domenica: S. Vito Lo Capo, Segesta, Monreale, Palermo

Siamo partiti un po’ a malincuore questa mattina alle 9,00 circa da S. Vito Lo Capo, dopo due notti fresche, due tramonti splendidi e una giornata rilassante in riva al mare.
Velocemente abbiamo raggiunto Segesta e visitato lo stupendo tempio in purissimo stile dorico che da 2400 anni domina, dalla sua posizione in cima ad una collina, il sito archeologico. Non è ancora stata chiarita la funzione dell’edificio che non è mai stato completato. E’ uno dei pochi non crollato e ricostruito, malgrado i tremendi terremoti che ha dovuto subire la Sicilia. Per salire al teatro (circa 100 metri di dislivello abbiamo optato per il pullman per la modica spesa di 1,20 euro a testa. Anche perché questa vacanza è sempre stata all’insegna della corsa, vuoi per raggiungere le mete prefissate per la notte, vuoi per la preoccupazione che le gatte soffrano il caldo in camper, vuoi anche per il nostro temperamento…. Il teatro è un piccolo gioiellino fatto di particolari interessanti e raffinati decori, peccato manchi tutta la scena. A guardarlo sembra piccolo, nulla a che vedere con quello di Taormina o di Siracusa, però contiene comunque 4000 persone. Ancora vi si svolgono spettacoli. Finita la visita facciamo rotta per il campeggio indicato sulla giuda e consigliatoci anche da un camperista palermitano a S. Vito Lo Capo, situato a Sferracavallo, frazione a nord di Palermo, vicino alla riserva naturale di capo del Gallo. Grazie al navigatore ci arriviamo facilmente, ma non va bene: poca ombra. Ce n’è uno più avanti in riva al mare e ci sistemiamo benino. Pranziamo con un trancio di pizza fredda comperato al bar del bagno di fronte (tutto su palafitte perché la costa è di rocce aguzze e sfrangiate).
Dopo una doccia ristoratrice decidiamo che possiamo andare a vedere Monreale. Giù la moto, radioline, acqua, caschi e via.
Monreale è in una posizione incantevole e la cattedrale lascia letteralmente a bocca aperta. Ci tratteniamo quel tanto che basta, ma poi via con la paura che ti rubino “il motore” (come lo chiamano qui) che abbiamo lasciato in una via a valle del centro. Scendiamo a Palermo che, grazie alla giornata festiva non presenta un gran traffico e dirigiamo verso il centro. Vediamo il Palazzo dei Normanni ora sede della Regione Sicilia, ma la Cappella Palatina è chiusa. Vicino c’è il Duomo, bello, bellissimo con quelle sue sovrapposizioni architettoniche, soprattutto moresche.
All’interno il percorso guidato normanno non è più attivo (è troppo tardi). Ritorniamo alla moto ancora di corsa per essere sicuri di ritrovarla. Il centro ci lascia un’impressione bruttissima: case degradate, sporcizia, cani randagi (poveri!), vicoli bui pieni di rottami di auto e motorini.
E in quei 400 metri di strada in pieno centro si sente l’odore di Palermo: un odore acre, di piscio, tremendo, che c’è anche qui al mare e che ci ha accompagnato per tutto il tragitto per tornare al campeggio. Lo ricorderò come l’odore di Palermo.
Oggi abbiamo percorso 127 chilometri in camper e 45 in moto.

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