E’ arrivata finalmente l’ora di muoverci con la moto. Partiamo in direzione Taormina verso le
9.00 ma già il traffico sulla statale è pazzesco: tutti che si muovono, che lasciano la macchina in seconda fila o impedendo completamente ogni viabilità. Arriviamo però discretamente bene (vista la situazione generale) e parcheggiamo praticamente in centro. Tanti turisti, ma proprio bello. La giornata favorisce offrendo panorami mozzafiato dal Teatro greco e dalla Piazzetta. Anche se c'ero già stata da ragazzina con mio padre, l'emozione alla vista di tanta bellezza è sempre grande.
Meravigliosi sono anche gli scorci di alcuni vicoletti.
Primo assaggio d’obbligo della famosa granita siciliana al caffè: davvero ottima.
Al ritorno puntiamo a nord e prendiamo la litoranea per ammirare le famose spiagge ed i faraglioni di Taormina. Ora sono proprio affollate, ma non perdono il fascino di un mare unico. Rimpiango di non essere stata coerente con i miei insegnamenti: sempre sotto un costume e portarsi un asciugamano, in qualsiasi gita, non si sa mai…
Peccato davvero, anche se poi a posteriori ripenso al bagno di ieri e come un paio di onde alte, che mi hanno fatto perdere l’equilibrio, mi abbiano messo a KO con la schiena.
Infatti un altro gruppo di ritorno si lasciava trasportare e cadere dalla cascatella con l’attrezzatura, la muta, il casco ed il giubbotto galleggiante.
Mangiamo al self-service che sono già le 15,00, io pesce spada e Giuseppe prosciutto e melone (tanto per cambiare!).
Al ritorno ci fermiamo ad uno SMA e facciamo un po’ di spesa: poco, quello che ci sta nel bauletto.
Una doccia fredda ristoratrice ci attende al camper, insieme alle nostre due micette.
Telefono alla mamma della Rita e rimaniamo d’accordo che ci sentiamo domani per vederci a casa sua a Riposto. Telefono anche a Salvo ma non risponde.
Oggi abbiamo fatto 52 chilometri in moto.

9.00 ma già il traffico sulla statale è pazzesco: tutti che si muovono, che lasciano la macchina in seconda fila o impedendo completamente ogni viabilità. Arriviamo però discretamente bene (vista la situazione generale) e parcheggiamo praticamente in centro. Tanti turisti, ma proprio bello. La giornata favorisce offrendo panorami mozzafiato dal Teatro greco e dalla Piazzetta. Anche se c'ero già stata da ragazzina con mio padre, l'emozione alla vista di tanta bellezza è sempre grande.
Meravigliosi sono anche gli scorci di alcuni vicoletti.
Primo assaggio d’obbligo della famosa granita siciliana al caffè: davvero ottima.
Al ritorno puntiamo a nord e prendiamo la litoranea per ammirare le famose spiagge ed i faraglioni di Taormina. Ora sono proprio affollate, ma non perdono il fascino di un mare unico. Rimpiango di non essere stata coerente con i miei insegnamenti: sempre sotto un costume e portarsi un asciugamano, in qualsiasi gita, non si sa mai…Dopo ci avviamo verso le gole di Alcantara e subito dall’alto rabbia per il costume che ho sempre, e proprio oggi….. Ci si offre un paesaggio incredibile di un fiume che scorre tra rocce di basalto lavico nero uscendo da gole incredibilmente alte e strette. C’è ovviamente molta gente, ma lo spettacolo è ancora una volta mozzafiato. Ci accontentiamo di fare un percorso breve con gli stivali salopette (puzza di piedi incredibile!), ma in questo sono stata previdente: ho portato dei calzini ed un asciugamanino.
Si scende per una scala e ci si addentra con i piedi in un’acqua fredda (si sente anche dagli stivali!), tra le gole, lo spettacolo non si può descrivere, speriamo siano venute bene le foto ed il film. Giuseppe prende al volo una piccola biscia d’acqua che nuota, portata dalla corrente, proprio nel punto di maggior affollamento. Mi immagino il panico se l’avessero avvistata altri turisti!
Ci inoltriamo tra truppe di persone bardate per fare canyoning con avanti l’istruttore. Loro faranno un percorso più lungo e difficoltoso.
C’è anche un’alta cascata (gelida) e sotto ci vanno i soliti eroi a farsi fotografare. Molti sono in costume, ma con la pelle d’oca e tremano per l’acqua davvero fredda. Arriviamo fino alla prima cascatella dove l’acqua diventa vorticosa e procedere sarebbe oltremodo difficile e rischioso per tutto quello che abbiamo con noi infognato nella salopette/stivali: documenti, telefonini, telecamera, macchina fotografica eccetera. 
Peccato davvero, anche se poi a posteriori ripenso al bagno di ieri e come un paio di onde alte, che mi hanno fatto perdere l’equilibrio, mi abbiano messo a KO con la schiena.
Infatti un altro gruppo di ritorno si lasciava trasportare e cadere dalla cascatella con l’attrezzatura, la muta, il casco ed il giubbotto galleggiante.
Mangiamo al self-service che sono già le 15,00, io pesce spada e Giuseppe prosciutto e melone (tanto per cambiare!).
Al ritorno ci fermiamo ad uno SMA e facciamo un po’ di spesa: poco, quello che ci sta nel bauletto.
Una doccia fredda ristoratrice ci attende al camper, insieme alle nostre due micette.
Telefono alla mamma della Rita e rimaniamo d’accordo che ci sentiamo domani per vederci a casa sua a Riposto. Telefono anche a Salvo ma non risponde.
Oggi abbiamo fatto 52 chilometri in moto.

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